{"id":2149,"date":"2024-01-29T10:44:33","date_gmt":"2024-01-29T10:44:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/?page_id=2149"},"modified":"2024-01-29T10:48:33","modified_gmt":"2024-01-29T10:48:33","slug":"vittorino-balini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/vittorino-balini\/","title":{"rendered":"Vittorino Balini"},"content":{"rendered":"\n\t\n\t<div class=\"section \" \t\tstyle=\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tbackground-color: #ffffff;\t\t\t background-image: url('http:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/back-olio5.jpg');\t\t\t\t\t\t\"\n\t\t\t\t\t>\n\n\t\n\t<section>\n\n\t\n\t\n\t<div class=\"container\">\t\t<div class=\"su-spacer\" style=\"height:300px\"><\/div>\t<\/div> <!-- container -->\n\t\n\t\t<\/section>\n\t<\/div> <!-- section -->\n\n\t\n\t\n\n\t\n\t<div class=\"section \" \t\tstyle=\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tbackground-color: #db4c94;\t\t\t\t\t\t\t\t\t\"\n\t\t\t\t\t>\n\n\t\n\t<section>\n\n\t\n\t\n\t<div class=\"container\">\t\t\n<div class=\"su-row\">\n<div class=\"su-column su-column-size-1-2\"><div class=\"su-column-inner su-u-clearfix su-u-trim\">\n<h5>Un labirinto di pieghe<\/h5>\n<p>Vorrei riflettere sul concetto di confusione inteso come caos che nasce da questo labirinto di linee.<br \/>\nIl lenzuolo di Paolo Facchinetti rappresenta questo momento particolare di disorientamento, l&#8217;incapacit\u00e0 di dare una risposta agli accadimenti, una sorta di afasia di fronte alla complessit\u00e0 del cammino, ma anche una paralisi; non un momento di paziente riflessione ma una stasi obbligata dove prevalgono paure, dolore, mancanza di senso e l&#8217;impossibilit\u00e0 di orientarsi.<br \/>\nConfusione \u00e8 tutto questo dolore sordo senza risposta, esposizione al nulla, abbandono; questa caduta rende sempre pi\u00f9 vulnerabili, ma come ci dice l&#8217;ascolto della parabola di Giobbe (libro sapienzale di Giobbe &#8211; antico testamento), al fondo di una totale alienazione e contro ogni razionale giustificazione del male, il patriarca bibblico conosce nuovamente la forza e la grazia per ritrovare se stesso; dalla totale nudit\u00e0 e dal labirinto della solitudine disperata, come il letto sfatto da una notte insonne che il lenzuolo di Paolo Facchinetti disegna e rappresenta, al ritrovarsi fuori dall&#8217;incubo: &#8220;E quindi uscimmo a riveder le stelle&#8221;(Inferno XXXIV,139, Dante Alighieri).<br \/>\nIl lenzuolo-sindone di Paolo Facchinetti, con le sue pieghe che parlano di un corpo reale, simboleggia tutto questo e contiene quel cosmo che non vediamo o che vediamo a fatica; il labirinto ha sempre una via di uscita, l&#8217;accadere quotidiano della rinascita, come succede a Tobia (libro di Tobia &#8211; Bibbia dei Settanta) quando ritrova la vista che \u00e8, al fondo, la capacit\u00e0 di vedere il miracolo che accade davanti a noi ogni giorno.<br \/>\nForse occorre&#8230;un angelo&#8230;un amico vero, come succede per Giobbe e per Tobia, perch\u00e9 possiamo compiere il passo decisivo e seguire lo stesso orientamento che venne dato ad Abramo quando part\u00ec dalla terra di Ur dei Caldei in Mesopotamia: &#8220;Lek Lek\u00e0&#8221;, va verso te stesso (Genesi,11-25).<\/p>\n<p><em>28 marzo 2021<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n<div class=\"su-column su-column-size-1-2\"><div class=\"su-column-inner su-u-clearfix su-u-trim\">\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\t<\/div> <!-- container -->\n\t\n\t\t<\/section>\n\t<\/div> <!-- section -->\n\n\t\n\t\n\n\t\n\t<div class=\"section \" \t\tstyle=\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tbackground-color: #ffffff;\t\t\t background-image: url('http:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/back-olio5.jpg');\t\t\t\t\t\t\"\n\t\t\t\t\t>\n\n\t\n\t<section>\n\n\t\n\t\n\t<div class=\"container\">\t\t<div class=\"su-spacer\" style=\"height:300px\"><\/div>\t<\/div> <!-- container -->\n\t\n\t\t<\/section>\n\t<\/div> <!-- section -->\n\n\t\n\t\n\n\t\n\t<div class=\"section \" \t\tstyle=\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tbackground-color: #db4c94;\t\t\t\t\t\t\t\t\t\"\n\t\t\t\t\t>\n\n\t\n\t<section>\n\n\t\n\t\n\t<div class=\"container\">\t\t\n<div class=\"su-row\">\n<div class=\"su-column su-column-size-1-2\"><div class=\"su-column-inner su-u-clearfix su-u-trim\">\n<h5>Sindoni<\/h5>\n<p>Il lenzuolo informe contiene l\u2019informazione sul corpo assente e la necessit\u00e0 di ri-formare; il lenzuolo \u00e8 l\u2019Aletheia, velamento e rivelamento, ri-velazione, eco di un battito, respiro e pulsazione vitale, assenza che intimamente de-sidera la pienezza.<br \/>\nVortice di gioia generato dalla dolorosa Via Crucis dove l\u2019uomo ri-trova se stesso, il suo nome, il suo oriente culminato nell\u2019ascesa al Golgota (Cranio) dove misteriosamente trova la sua verticalizzazione: la croce diventa l\u2019albero al centro dell\u2019Eden, l\u2019albero della vita, piena luce della conoscenza, resurrezione dell\u2019Essere.<br \/>\nLe lenzuola di Paolo Facchinetti rappresentano il quotidiano, ogni lenzuolo \u00e8 parte del racconto, \u201cuno\u201d e insieme storia intima di diversit\u00e0; il lavoro di Paolo \u00e8 entrare nelle pieghe di queste intimit\u00e0 dove protagonista \u00e8 il corpo, vero tempio dello spirito che diventa il Risorto, il verticalizzato (come nel famoso affresco di S.Sepolcro di Piero della Francesca).<br \/>\nCome ricorda Facchinetti \u00e8 anche la morte avvolta nel lenzuolo sudario, questa apnea profonda dello Shabbat, mistero nel mistero della vita, il male dell\u2019altro lato dell\u2019albero bibblico che l\u2019ebraico traduce come \u201c non ancora luce \u201c, l\u2019indicibile del \u201cmei tas\u00e8r\u201d di Cesare Zavattini; la Pasqua \u00e8 la risposta, follia pura per lo sguardo della razionalit\u00e0 umana, accadere di un possibile nell\u2019impossibile, dove il respiro dell\u2019universo torna a pervadere ogni cosa dopo un tempo debito simboleggiato dai 40 giorni e rappresentato dalla quarta lettera dell\u2019alfabeto ebraico \u201cdalet\u201d che significa \u201cporta\u201d.<br \/>\nLa morte innalzata, la morte al centro sconvolge ogni potere, qui esiste e si fa spazio una libert\u00e0 assoluta; l\u2019artista sceglie, con un sapere al di l\u00e0 di ogni sapere, di disegnare le pieghe, come se ogni piega fosse un\u2019individualit\u00e0 assoluta irripetibile; egli sa che non esiste un punto di vista universale, non esiste un centro, ogni piega da origine a un punto di vista differente.<br \/>\nScegliere di disegnare un lenzuolo con le pieghe di un lenzuolo sopra un lenzuolo \u00e8 una operazione concettuale radicale, ha a che fare con la cura, l\u2019abisso del \u201csi muore\u201d, il nulla; al di l\u00e0 del sapere il corpo, una filosofia del corpo d\u2019ogni piega \u00e8 un fuori (del corpo avvolto nel lenzuolo) che diventa dentro.<br \/>\nMi confermo in questo come l\u2019artista solo, con uno sforzo sovraumano tocchi il corpo delle cose e chieda un riscontro senza mediazioni con il nostro sentire suscitando un dialogo spontaneo; e ancora la coazione a ripetere lo stesso diverso oggetto pi\u00f9 volte \u00e8 come la necessit\u00e0 di confermare una verit\u00e0 che si sa di non sapere ma dove ne giudichiamo centrale la sua ripetizione.<br \/>\nMi piace pensare a questo lavoro di Paolo Facchinetti, nato per la mostra \u201c20 stazioni\u201d che si svolger\u00e0 nella biblioteca di Nembro  e sviluppatosi con la forza di un lavoro autonomo fatto di schizzi preparatori, ritrovati e ripensati, culminato in una produzione seriale accostando queste lenzuola disegnate alle 14 stazioni canoniche pi\u00f9 una (la Resurrezione) della via Crucis e della Via Matris Dolorosae; ogni tessuto rappresenta singolarmente in maniera simbolica, indefinita e indefinibile, una parte del percorso e insieme la sua unit\u00e0 assoluta; le stazioni sono punti di fermo, di riflessione, in un percorso senza sosta, senza tempo, dove tutto \u00e8 gi\u00e0 contenuto nell\u2019epilogo che \u00e8 il \u201c sempre presente\u201d della Resurrezione ( gi\u00e0 nella prima stazione, \u201cla liberazione di Bar-abba\u201d, al di l\u00e0 della interpretazione letterale del testo, \u00e8 l\u2019inizio di un cammino di liberazione del \u201cfiglio del padre\u201d gi\u00e0 inscritto nel suo nome).<br \/>\nPaolo Facchinetti nella sua poiesis \u201csente\u201d tutto questo quando citando le opere di pittori che hanno fatto la storia dell\u2019arte focalizza il dettaglio astratto dei loro panneggi e dice: \u201cAllora\u2026ecco cosa fare, dipingere un lenzuolo su un lenzuolo, diario di sonno, veglia, dolore, gioia, malattia e guarigione, in alcuni casi anche di morte. Memoria di un tempo che ci ha travolto e ancora ci lascia i segni.\u201d<\/p>\n<p><em>Cene, 10 marzo 2021<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n<div class=\"su-column su-column-size-1-2\"><div class=\"su-column-inner su-u-clearfix su-u-trim\">\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\t<\/div> <!-- container -->\n\t\n\t\t<\/section>\n\t<\/div> <!-- section -->\n\n\t\n\t\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"page-full.php","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2149"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2149"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2149\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2151,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2149\/revisions\/2151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}