{"id":1894,"date":"2019-10-09T13:49:50","date_gmt":"2019-10-09T13:49:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/?page_id=1894"},"modified":"2024-01-29T11:24:04","modified_gmt":"2024-01-29T11:24:04","slug":"giuliano-zanchi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/giuliano-zanchi\/","title":{"rendered":"Giuliano Zanchi"},"content":{"rendered":"\n\t\n\t<div class=\"section \" \t\tstyle=\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tbackground-color: #ffffff;\t\t\t background-image: url('http:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/back-polaroid4.jpg');\t\t\t\t\t\t\"\n\t\t\t\t\t>\n\n\t\n\t<section>\n\n\t\n\t\n\t<div class=\"container\">\t\t<div class=\"su-spacer\" style=\"height:300px\"><\/div>\t<\/div> <!-- container -->\n\t\n\t\t<\/section>\n\t<\/div> <!-- section -->\n\n\t\n\t\n\n\t\n\t<div class=\"section \" \t\tstyle=\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tbackground-color: #db4c94;\t\t\t\t\t\t\t\t\t\"\n\t\t\t\t\t>\n\n\t\n\t<section>\n\n\t\n\t\n\t<div class=\"container\">\t\t\n<div class=\"su-row\">\n<div class=\"su-column su-column-size-1-2\"><div class=\"su-column-inner su-u-clearfix su-u-trim\">\n<h5>Una gita sul lago<\/h5>\n<p>Mentre il filosofo si interroga incessantemente sulla reale esistenza del mondo, chiedendosi fino a che punto esso sia materia della nostra costruzione mentale, il pittore assicura per certo che tra noi e le cose ci sono per lo meno i nostri occhi, soglia traslucida per i bagliori che animano il loro apparire. Il fotografo ne ha tratto un meccanismo artificiale capace di capitalizzare la chimica della loro impressione. Ma sa anche che, senza il suo sguardo, dal quel processo tecnico non si ricava che una povera segnaletica del materiale. I vecchi timori della pittura nei confronti della fotografia si sono dissipati presto sotto il sole di questa inesorabile evidenza. Il pittore non ha mai smesso, per quanto ne possa dire il filosofo, di guardare il mondo e di vederci qualcosa, catturandone l\u2019essenza nel retino\/cacciafarfalle del suo occhio, crocevia non solo di lampi ottici e dati fenomenici, ma soprattutto di densit\u00e0 memoriali e condensazioni immaginifiche. Lo sguardo fa esperienza del mondo come immaginazione prodotta dalla memoria. La realt\u00e0 \u00e8 sempre in qualche modo immagine impressa dal ricordo. Noi umani, come quei telescopi inconcepibili che riescono a captare la luce del bagliore primordiale, guardiamo sempre una luce che si \u00e8 gi\u00e0 spenta. Quando essa ci raggiunge, non tocca semplicemente la nostra retina, muove proprio le nostre immagini interiori e attiva le nostre facolt\u00e0 memoriali. La realt\u00e0, seppure nell\u2019intervallo infinitesimale di un battito di ciglia, \u00e8 sempre l\u2019immagine di un ricordo. Sotto questo profilo ha qualche ragione anche il filosofo. Il mondo esiste davvero. Ma <em>per noi<\/em> non esiste senza la memoria che lo immagina.<\/p>\n<p>In questi nuovi lavori, col cui rigore formale si \u00e8 cominciato a familiarizzare nella mostra a Trescore di poco tempo fa, Paolo Facchinetti sembra voler rendere tangibile questo dato di coscienza che non smette di alimentare il compito della pittura. Lo abbiamo lasciato al tempo dei suoi cieli formidabili, messi come lenzuola piegate con ordine nel quadrato di tele dalla misura precisa, come bolle atmosferiche in cui la panna montata delle nuvole persiste a contendere spazio a dell\u2019aria azzurra, turchina, cerulea, qualche volta rosata, come del vino per le occasioni giuste. Quei cieli sembrano ora fluttuare in uno spazio che non ci viene pi\u00f9 reso visibile. In cambio affiorano toni di una tavolozza apparentemente pi\u00f9 bruna, cupa, nerastra, ma non plumbea, striata da lampeggiamenti luminosi che sottraggono ogni cosa all\u2019oscurit\u00e0 e mostrano il mondo come nel momento della sua nascita. L\u2019osservatore ignaro, che ama la convenzione di visioni descrittive, non vedr\u00e0 qui dentro che consueti esercizi dell\u2019informale, quell\u2019astrattismo diventato, dopo quasi un secolo, una lingua persino abusata, quella mania decorativa che senza troppo impegno ha imparato a servirsi di qualche impressione senza forma. Ma il cultore attento, armato della pazienza che va chiesta all\u2019occhio prima ancora che all\u2019anima, vedr\u00e0 affiorare qui dei paesaggi, delle scene naturali che vengono alla luce come il profilo delle cose nei primi istanti di un\u2019alba, un mondo che sorge dal niente come un cieco che riacquistasse miracolosamente la vista. Questa arrendevole concessione al tempo gli far\u00e0 chiaramente comparire, come contorni nel liquido dello sviluppo fotografico, forme acquatiche e vegetali, vaghe ma ineccepibili, intrecciate e dialoganti su linee spaziali che tratteggiano orizzonti, quel sottile distacco che separando il sotto e il sopra fa nascere il mondo. Non serviranno didascalie per intuire scene di naturalismo acquatico, che la perizia pittorica di Paolo Facchinetti compone senza retorica coloristica e con totale sobriet\u00e0 di artifici, miscelando forse senza volerlo atteggiamenti che a qualcuno potrebbero ricordare per un verso il vaporoso impressionismo di Turner e per altro verso gli spruzzi centellinanti di Pollock; ma solo cos\u00ec per assegnare un\u2019araldica a qualcosa che qui il pittore sa fare per proprio talento e invenzione. Ascendenze ve ne saranno di pi\u00f9 pertinenti e gli affezionati della sua ricerca li sapranno scovare con occhio penetrante e infallibile. Ma questa congiunzione di attitudini, che unisce un romanticismo contemplativo di fondo a una pi\u00f9 nervosa nebulizzazione della materia pittorica, configura una originalit\u00e0 palese, una poetica del tutto autonoma, personale, interiore, che non manca per\u00f2 di affondare le radici in una tradizione assai profonda. Nella sua persistente scia, qui la pittura rende conto allo sguardo, fa del ricordo un\u2019immagine, testimonia della consistenza del mondo, ma nel contempo anche l\u2019indispensabile mediazione dell\u2019occhio che ne trattiene la tangibile sostanza. Serve sempre un\u2019anima per far esistere la materia.<\/p>\n<p>Se poi qualcuno potr\u00e0 ascoltare le confidenze dell\u2019artista, verr\u00e0 a sapere che queste visioni sono il frutto di una gita sul lago, un <em>concretum<\/em> biografico tradotto in resoconto artistico, con rarefatta distillazione della memoria e consolidata tecnica espressiva. Paolo Facchinetti si mette tra noi e una parte di mondo come una vivente camera oscura da cui trapassano impressioni che sono nel contempo di materia e di spirito. Lasciandoci l\u2019impressione che per noi esseri animati che abitiamo questo mondo non pu\u00f2 esistere l\u2019una senza l\u2019altro.<\/p>\n<p><em>Giuliano Zanchi, Bergamo 13 settembre 2019<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n<div class=\"su-column su-column-size-1-2\"><div class=\"su-column-inner su-u-clearfix su-u-trim\">\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\t<\/div> <!-- container -->\n\t\n\t\t<\/section>\n\t<\/div> <!-- section -->\n\n\t\n\t\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"page-full.php","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1894"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1894"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1894\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2167,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1894\/revisions\/2167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}