{"id":1892,"date":"2019-10-09T13:48:18","date_gmt":"2019-10-09T13:48:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/?page_id=1892"},"modified":"2019-10-09T14:26:28","modified_gmt":"2019-10-09T14:26:28","slug":"maurizio-bonfanti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/maurizio-bonfanti\/","title":{"rendered":"Maurizio Bonfanti"},"content":{"rendered":"\n\t\n\t<div class=\"section \" \t\tstyle=\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tbackground-color: #ffffff;\t\t\t background-image: url('http:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/back-olio4.jpg');\t\t\t\t\t\t\"\n\t\t\t\t\t>\n\n\t\n\t<section>\n\n\t\n\t\n\t<div class=\"container\">\t\t<div class=\"su-spacer\" style=\"height:300px\"><\/div>\t<\/div> <!-- container -->\n\t\n\t\t<\/section>\n\t<\/div> <!-- section -->\n\n\t\n\t\n\n\t\n\t<div class=\"section \" \t\tstyle=\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tbackground-color: #db4c94;\t\t\t\t\t\t\t\t\t\"\n\t\t\t\t\t>\n\n\t\n\t<section>\n\n\t\n\t\n\t<div class=\"container\">\t\t\n<div class=\"su-row\">\n<div class=\"su-column su-column-size-1-2\"><div class=\"su-column-inner su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p>Ho conosciuto Paolo Facchinetti nei primi anni novanta, aveva gi\u00e0 all\u2019attivo alcune mostre personali. Dipingeva quadri di grande formato, con la vocazione per i colori puri, tendenzialmente freddi, spesso associati ad ampie campiture di bianchi e neri.\u00a0 Sulla tela si alternavano stesure di colore piatto con superfici molto addensate e materiche. L\u2019astrazione era il suo chiodo fisso, la sua ossessione. Poi il lavoro in studio ha preso altre direzioni, alle composizioni astratte si sono affiancate opere d\u2019impronta\u00a0 pi\u00f9 figurativa e\u00a0 in questi ultimi dieci anni il numero di esposizioni\u00a0 personali e collettive si \u00e9 moltiplicato, segno di una acquisita consapevolezza delle proprie qualit\u00e0 espressive e di una consolidata maturit\u00e0 creativa. Va sottolineato che questa disponibilit\u00e0 a non sottrarsi al giudizio del pubblico non si \u00e8 tradotta in una mera ripetitivit\u00e0 di consolidati moduli espressivi, ma ha dato vita a lavori improntati a temi specifici, a \u201cgeneri\u201d, come nel caso del ritratto, distinti nella forma e nei contenuti. Se il linguaggio pittorico si \u00e8 sempre declinato tra realt\u00e0 e astrazione il metodo operativo e il senso ultimo del suo lavoro non \u00e8 mai cambiato, \u00e8 rimasto costante l\u2019atteggiamento sperimentale, la ricerca di nuovi percorsi espressivi e la consapevolezza degli esiti imprevedibili e dei rischi che questo atteggiamento comporta.<\/p>\n<p>E\u2019 nata con queste premesse la mostra che si snoda lungo le pareti delle <em>Stanze<\/em> presso la Biblioteca comunale di Trescore. Otto grandi tele e cinque opere di medio formato accompagnano lo sguardo di chi percorre gli spazi espositivi di questo luogo cos\u00ec carico di storia. Sono tutte opere che l\u2019artista ha espressamente realizzato per questo evento, legate da un unico soggetto: il paesaggio. Paolo ha scelto il titolo\u00a0 <em>Landscapes \u00a0<\/em>perch\u00e9 <em>\u201c\u2026<\/em>il termine inglese parla di terre e di fuga, di spazio in cui perdersi ed evadere, con un\u2019ansia di superamento della finitudine delle frontiere\u201d (dal testo critico di Giovanna Brambilla per il catalogo\u00a0<em>Tzimtzum<\/em>).<\/p>\n<p>Il tema del paesaggio, come ambito di ricerca, emerge in opere di molti artisti contemporanei di matrice europea: da Barcel\u00f2, con le sue visioni dei deserti africani, a Kiefer con le sue pianure desolate e materiche, sino ai coloratissimi teleri di Peter Doig. Nel nostro Paese dopo la stagione novecentista che ha visto artisti del calibro di Sironi, Carr\u00e0, Morlotti, Morandi, De Pisis misurarsi con questo tema, solo negli ultimi anni sono ritornati a confrontarsi con il paesaggio artisti quali Guccione, Tullio Pericoli e i pi\u00f9 giovani Velasco, Frangi e Andrea Mariconti. Nei quadri esposti in mostra Facchinetti affronta questo soggetto lontano da suggestioni cromatiche in chiave neo espressionistica, come emerge dalle opere di alcuni degli artisti che ho citato, adotta invece un scala cromatica limitata al solo bianco e nero. E\u2019 una scelta radicale, emersa in altri precedenti lavori, realizzati, come nei processi alchemici medioevali,\u00a0 mescolando i due colori con\u00a0 vernici,\u00a0 colle e altri \u201cintrugli\u201d che sembrano trovare una qualche complicit\u00e0 con il lavoro dei monaci cistercensi che nella Francia del XII secolo riuscirono a realizzare\u00a0 vetrate monocrome per attenersi ai dettami di San Bernardo, che condannava gli eccessi cromatici, colpevoli di distrarre i fedeli dalla preghiera.\u00a0\u00a0 Da dove attinge Paolo le immagini che danno origine alle opere esposte a Trescore? \u00a0Non \u00e8 a mio avviso la fotografia il primo modello di riferimento. In questa mostra Facchinetti presenta una serie di scatti realizzati con la Polaroid, sono fotografie di piccolo formato che denotano l\u2019interesse dell\u2019artista nei confronti di un mezzo fotografico che si presenta alternativo alle immagini digitalizzate prodotte dagli smartphone.\u00a0 Sono immagini dai colori sbiaditi che lasciano intravedere luoghi imprecisati, forme fantasmatiche, sguardi di un visibile profondamente diversi dalle tracce che danno origine ai quadri\u00a0 esposti nelle <em>\u00a0Stanze<\/em>.\u00a0\u00a0 E\u2019 sempre la pittura con i suoi codici linguistici l\u2019elemento identitario e fondante del suo lavoro; nei paesaggi presenti in mostra non ricerca un racconto esplicito, ma cerca nelle pieghe della memoria i percorsi possibili per dare forma alle proprie \u201cvisioni\u201d.\u00a0 Nella mescolanza del nero con la sola acquaragia, si evidenziano una serie di tonalit\u00e0 di grigio che nella prima stesura rasentano l\u2019astrazione. Poi nella sovrapposizione della materia pittorica, nella riduzione del colore a semplici velature le immagini risultano pi\u00f9 nitide e cos\u00ec\u00a0 i\u00a0 bianchi\u00a0 della tela si fanno carico dei percorsi visivi che accompagnano lo sguardo dello spettatore, mentre le rapide pennellate di colore nero danno forma agli elementi vegetali che connotano le immagini dei quadri.<\/p>\n<p>Dalla nebbia che riduce la percezione dello spazio emerge il greto di un fiume e avverti in lontananza il pigro scorrere dell\u2019acqua. Nessuna presenza umana in questo paesaggio che non sembra avere subito l\u2019oltraggio dell\u2019uomo, solo il vento si diverte a scompaginare il ritmo verticale dei canneti dipinti sulla tela con\u00a0 un intreccio di rapide e graffianti pennellate.<\/p>\n<p>Sono le rive del fiume Serio, poco distanti dallo studio di Paolo, il luogo privilegiato che ha dato origine e forma ai dipinti. Nei percorsi che si snodano lungo le sponde del fiume, Facchinetti ha cercato di indagare e memorizzare le forme pi\u00f9 umili e nascoste\u00a0 che la natura conserva e che solo uno sguardo attento e sensibile \u00e8 in grado di percepire.<\/p>\n<p>Un grande artista inglese del Novecento, Graham Sutherland, ha citato pi\u00f9 volte nei suoi scritti del suo paziente vagare per la campagna del Galles sottolineando che l\u2019artista dovrebbe sempre dipingere il paesaggio che sente proprio, in cui abita e che gli suggerisce le pi\u00f9 intense emozioni. Paolo Facchinetti ha fatto proprio l\u2019invito di Sutherland, l\u2019intera mostra testimonia l\u2019empatia dell\u2019artista per questo fiume, per gli intricati percorsi che si snodano lungo le sue sponde e che si sono rivelati fonte d\u2019ispirazione per un ciclo di opere di profonda sensibilit\u00e0 narrativa.<\/p>\n<p>Chiudo questo mio breve contributo alla mostra di un amico, evitando di aprire scenari sullo stato dell\u2019arte contemporanea, vista la babele di linguaggi che la attraversano; il rischio \u00e8 quello di cadere nei soliti luoghi comuni, o in giudizi superficiali \u00a0e banali, mi\u00a0 preme per\u00f2 citare ancora una volta Graham Sutherland che in\u00a0\u00a0 un suo taccuino\u00a0 denso di appunti e di disegni scriveva : \u201c Ritengo impossibile che si arrivi un giorno a creare un\u2019arte totalmente avulsa dall\u2019uomo e dalla natura e che, nel caso, essa risulti degna d\u2019interesse\u201d.<\/p>\n<p><em>Maurizio Bonfanti, Marzo 2018<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n<div class=\"su-column su-column-size-1-2\"><div class=\"su-column-inner su-u-clearfix su-u-trim\">\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\t<\/div> <!-- container -->\n\t\n\t\t<\/section>\n\t<\/div> <!-- section -->\n\n\t\n\t\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"page-full.php","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1892"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1892"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1892\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1943,"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1892\/revisions\/1943"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paolofacchinetti.com\/art\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}